Chi sono

La mia storia è la storia di una ragazza semplice, nata in una semplice città. Ho iniziato a studiare musica quando avevo 10 anni. La mia piccola città a carattere medievale, è la città dove è nato l’inventore delle note musicali Guido Monaco d’Arezzo. Il suo linguaggio è diventato il linguaggio universale della musica e ha dato il nome alle note: Ut, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si

Quindi la musica è stata presente in ogni parte della mia vita. Nella storia, nell’arte, nella letteratura. In ogni parte della mia città tutto ha una fusione con la musica.  Arezzo era una piccola città, con due teatri. Quando frequentavo le medie e il liceo, ho suonato in più di una occasione all’ interno di questi teatri, suonando il violino nell’orchestra e cantando nel coro della scuola. Ho studiato in un particolare liceo classico ad indirizzo musicale, dove ho studiato la cultura classica d’Italia , compresa la storia della musica, composizione, analisi musicale, teoria musicale, canto corale, pianoforte e violino. La mia città era piena di stagioni musicali. Sono cresciuta con l’idea di diventare un insegnante per bambini. Adoro insegnare. E’ una passione per me e non è un lavoro.

Purtroppo quando è arrivato il momento di iniziare ad entrare nel mondo del lavoro, tutto è cambiato:

I due teatri sono stati chiusi. Gli eventi musicali e le feste hanno iniziato a divenire sempre meno. Entrare nelle scuole pubbliche o costruire una scuola privata era diventato molto difficile da realizzare. La fioritura musicale della mia città, era vicino ad un assopimento totale. Ho dovuto abbandonare i miei sogni e cercare un altro lavoro per avere uno stipendio per vivere. Ho lavorato in molti posti. Lavorare non mi ha mai spaventato. Mi rendevo conto però che non era la vita che avevo programmato nel mio periodo scolastico. Così, dopo anni di contratti e lavori lontanissimi da quelli che erano i miei sogni, con molti dubbi e incertezze, ho provato a fare una ricerca per trovare un luogo dove poter cambiar vita. Non aspiravo di poter trovare posto nella musica, ma sicuramente di trovare un opportunità migliore rispetto alla mia Italia così stanca.

Ho fatto una scelta drastica, in un paese lontanissimo, diverso e in piena rinascita. Quella rinascita aveva un suono positivo. Purtroppo arrivando in quel lontano paese chiamato Cambogia, non ho trovato nessun conforto, nessun appiglio. Eppure, dentro di me c’era un qualcosa che mi spingeva a trovare la mia strada e a non mollare. Il primo anno è stata dura: traffico, nessuna zona verde, nessun marciapiede, cibo differente, scarsa igiene, caldo insopportabile. Ma c’erano anche alcuni aspetti positivi come la cordialità e la quasi totale assenza di violenza fine a se stessa o per miseria. Piano piano, tra interminabili attese alle fermate degli autobus, sempre più sorrisi e comprensione con le persone del posto, si è delineato un percorso. Sembrava che il destino lo facesse apposta: giravo l’angolo e trovavo una scuola, un asilo, una scuola di musica. In Cambogia l’istruzione e l’educazione era quello che dava di più da vivere agli stranieri.

Non ho perso tempo e poco dopo mi sono ritrovata a insegnare violino, pianoforte e coro in una scuola a conduzione familiare e in un International School. Questi sono stati i due trampolini che mi hanno aiutato poi a diventare il Direttore di una scuola di musica. Lavoravo 7 giorni su sette, parlavo e scrivevo esclusivamente in lingua inglese. Ho dovuto prendere il mio bagaglio culturale musicale  e reimpararlo in un altra lingua. La sera, dopo una giornata di lavoro, due ore ad aspettare l’autobus e un’ altra ora e mezza per tornare a casa, riprendevo i miei strumenti e facevo pratica.
Fino a che i miei sforzi sono stati ripagati. Mi sono ritrovata a dirigere un coro di più di 50 bambini e a portarlo in giro per locali e teatri, organizzando spettacoli.
Sono stata chiamata a fare un a start up di una scuola di musica privata per bambini e teenager. Avevo il ruolo di Head of Music Studies.
Adesso, dopo quattro lunghi anni, sono rientrata in Italia. Luoghi come il terzo mondo posso stancare tantissimo lo spirito. Sono posti non facili da affrontare. Adesso sono qui per condividere la mia esperienza e perché sento che ho molto da dare ai bimbi della mia nazione. Ma tutti i mie allievi cambogiani, coreani, cinesi, francesi, spagnoli, australiani e italiani nati all’estero, rimarranno sempre nel mio cuore, come un tesoro inestimabile.   Se ti interessa conoscere i corsi di musica e inglese di AreaMondo Arezzo cliccaci sopra.

 

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